Luckydanilo's profile*LUCKYdanilo* PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
*LUCKYdanilo*Su’ Calabrisi e Calabrisi sugnu, su’ canusciutu pe’ tuttu lu regnu, tandu nemicu miu, tandu m’arrendu, quandu la testa mia sàgghja a la ‘ntinna |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
December 20 CENTENARIO DEL TERREMOTO 1908
Si narra che il giorno precedente alla sciagura fosse stato molto tranquillo, per le strade si respirava un clima di festa e nulla lasciava intuire cosa sarebbe accaduto a breve, a Messina si era trascorsa una serata tranquilla (al Teatro si dava la prima dell'Aida, si festeggiava inoltre la festa di Santa Barbara), mentre a Reggio ci si compiaceva del nuovo impianto di illuminazione stradale elettrico, inaugurato solo il giorno precedente e moderno.
La notte, i sismografi registrarono il verificarsi di un terremoto di grande magnitudo.
Il sisma è inquadrabile settorialmente in una zona probabilmente ubicata in Italia.
Nessuna ulteriore informazione disponibile, solo le tracce marcate dai pennini sui
tabulati degli osservatori sismici che gli studiosi cominciarono velocemente ad
analizzare ed interpretare. I telegrafi cominciarono a ticchettare in attesa di
ottenere e scambiare notizie. Così, prima di ottenere una qualsivoglia comunicazione
ufficiale molte nazioni del mondo e l’Italia stessa, furono informate attraverso la
strumentazione scientifica del terremoto del 1908 che devastò Messina e Reggio Calabria.
I sismografi misero in evidenza solo la grande intensità delle scosse senza consentire però
agli specialisti di individuare con altrettanta certezza la specifica localizzazione e solo di
immaginare, ovviamente, i possibili danni provocati da un sisma di quella intensità.
Gli addetti all’osservatorio Ximeniano annotarono:
« Stamani alle 5:21 negli stru
menti dell'Osservatorio è incominciata impressionante,straordinaria registrazione: “Le ampiezze dei tracciati sono
state così grandi che non sono entrate nei cilindri:
misurano oltre 40 centimetri.
Da qualche parte sta succedendo qualcosa di grave. »
La Calabria meridionale e l'area dello Stretto di Messina sono zone ad elevata sismicità; risultano infatti colpite da almeno 8 eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 6 in epoca storica. La particolare criticità dell'area è determinata dal fatto che è sede di numerosi centri abitati tra cui due di grandi dimensioni:
dell'omonimo stretto e dista circa 6 km dalla sponda calabrese. Il terremoto del 1783 distrusse gran parte della città.
anch'essa pressoché distrutta dal terremoto del 1783 che determinò la successiva riedificazione di molti dei suoi quartieri secondo un nuovo piano regolatore e con criteri innovativi, che persistono tuttora. Il 28 dicembre 1908, lunedì, alle ore 5,21 del mattino, nella piena
oscurità e con gli abitanti immersi nel sonno, un terremoto (uno dei più potenti della storia italiana), che raggiunse i 7,1° grado della scala Richter (11-12° nella scala Mercalli), seguito da un maremoto, mise a soqquadro le coste calabro-sicule con numerose scosse devastanti. La città di Messina, con il crollo di circa il 90% dei suoi edifici, fu quasi rasa al suolo. Gravissimi i danni riportati da Reggio Calabria e da molteplici altri centri abitati del circondario. Sconvolte le vie di comunicazione stradali e ferroviarie nonché le linee telegrafiche e telefoniche. L’illuminazione stradale e cittadina venne di colpo a mancare a Messina, Reggio, Villa San Giovanni e Palmi, a causa dei guasti che si produssero nei cavi dell’energia elettrica e della rottura dei tubi del gas.
December 15 PASCA CU' CCU VOI E NATALI CU' LI TOI!!!!VISCHIO
December 14 ALBERO DI NATALE...L'usanza dell'albero di Natale, l'abete.....
L’usanza di adornare un abete era già diffusa presso gli antichichi popoli germanici. L'abete sempreverde era considerato simbolo di vita e di nascita e in occasione della festa del solstizio d'inverno veniva ornato di ghirlande per celebrare il ritorno del sole e la rinascita della natura. Con l'avvento del Cristianesimo questa usanza è diventata il simbolo del Natale.
Intorno all'origine dell'albero di Natale sono nate molte leggende. Una di queste racconta che in una fredda notte di Natale un povero boscaiolo stava ritornando a casa. All'improvviso si fermò, incantato da uno spettacolo meraviglioso: tantissime stelle brillavano attraverso i rami di un abete carico di neve. Per spiegare alla moglie quello che aveva visto, il boscaiolo tagliò un piccolo abete, lo portò a casa e lo ornò di candeline e di festoni per riprodurre le stelle e la neve. September 16 U CALABRISIU calabrisi, è tutta n’attra cosa u cori ‘ndavi randi comu ‘a casa ti duna ‘i mangi, i mbivi e ogni cosa; si voi nu lettu, puru ca tu duna, nu sorrisu, na parola bona, non su nega mai a nugliu: u calabrisi.
Di cori randi, puru ca ‘a casa picciula è ti dici: “ ‘a casa capi quantu ‘u cori voli!” E ti apri ‘a porta, semplici, accussì.
Non tutti sunnu fatti a sta manera, nta stu mundu, ndavi genti, chi si ssì cerchi ‘na cosa ti guardanu nta facci, cu l’occhji ‘i fora e ti dinnu accussì: “ ’a casa mia…?! No, ma no nesciti fora, aundi vi mentu?! ‘a casa mia non pozzu, ca non capi!”
‘U calabrisi è povaru, ‘u cristianu! Ma tuttu chjgliu chi ndavi, ca ti duna! Non faci sempri i cunti e n’affetta i pani a nugliu, mai, sa nega!
Calabrisi meu, u to cori è randi, na’ perdiri, no, sta generosità! Coltiva u cori, ch’è, ‘a cosa cchiù ‘mportanti, nta vita cunta, puru, i ndai… tanta… ma tanta: umanità!. September 14 FRITTOLEIl piatto si ottiene cucinando la cotenna, la carne ed altre parti meno nobili del maiale (parte del collo, della guancia, lingua, muso, orecchie, rognoni...) mediante bollitura nel grasso dell'animale che ne insaporisce il gusto.
Cottura nella CaddàraLa cottura, alimentata dal fuoco brace di carbone, avviene lentamente, mescolando la pietanza nella "caddàra", il tradizionale pentolone di rame stagnato che, viene allestito al di fuori delle macellerie (tradizionalmente il sabato) per servire la pietanza appena preparata che va consumata calda.
Una volta esaurito il contenuto della cottura, tutto quello che rimane sul fondo del pentolone, rimasugli e sugna, si solidifica e prende il nome di curcùci (prodotto molto simile ai cicoli napoletani) che vengono consumati successivamente in diversi modi, a volte ricucinati per lo più con le uova. Tipiche preparazioni nelle quali si utilizzano i curcuci sono "a pulenta chi brocculi e curcuci" (che si consuma durante l'inverno) e la "pitta ca ricotta, l'ovu e curcuci" (piatto tipico della scampagnata del Lunedì dell'Angelo, giornata che a Reggio è chiamata "Pascuni").
Tradizioni : Frittole pronteL'uccisione del maiale, in Calabria, è un vero e proprio rito collettivo, di tipo liberatorio ed allo stesso tempo propiziatorio, durante il quale il pericolo delle forze della natura viene imprigionato in un rito simbolico e culturale. In passato infatti il maiale calabrese era detto "il nero", appellativo che sta a rappresentare non solo il colore ma, al pari del cinghiale, anche lo stato selvaggio nei boschi. Il tipico detto popolare "ru pòrcu non si jètta nènti" (del maiale non si perde nulla) sta ad indicare che durante tutta la fase dell'uccisione e della macellazione, si trae cibo da ogni parte dell'animale.
Le Frittole a Reggio Calabria, per tradizione, vengono consumate durante la Festa della Madonna della Consolazione durante la quale in tutto il centro storico è possibile sentirne il profumo che contribuisce a creare il pittoresco e caratteristico ambiente festivo popolare.
A Mammola sopravvive un'antica usanza di fare le Serenate, quando si uccide il maiale. Viene cantata e suonata con fisarmonica e chitarra per onorare la famiglia. Questa serata particolare si festeggia con gli amici e parenti con l'assaggio delle "Frittole", ovviamente accompagnate con un buon bicchiere di vino e pane "pizzata" (pane di mais), preparate durante la giornata e cotte nella tipica "caddàra".
Consumo: Le Frittole si consumano in molti modi, ma il più tradizionale, con il rito settimanale del sabato, è "u pani ca' scorcìtta" (panino con la cotenna), accompagnato dal vino rosso locale.
Piatto di FrittoleNel reggino esiste ancora l'usanza di organizzare le tipiche "frittolate", grandi tavolate in cui le uniche pietanze sono le Frittole, il vino rosso, e l'insalata di agrumi (arance, limoni, bergamotti) a fine pasto.
Nella provincia cosentina, le Frittole e i Frisui, molto meno diffusi rispetto a Reggio Calabria, vengono abbinati con l'uovo fritto.
May 04 CALABRIA MIAOriginale in dialetto calabrese Calabria mia, li megghju figghji si 'ndi jiru fora pè fà fortuna câ catina o pedi e tu restasti 'nta sti quattru mura. Calabria mia!
Calabria mia, cà si siccaru puru li fjumari e rimaniru sulu chjanti è fjuri, lu nostru chjantu va à finiri à mari. Calabria mia!
Calabria mia, simu malati d’amuri, simu malati. Comu sti mandulini e sti chitarri chjangi stu cori di nostalgia, chjangi pè tia Calabria mia. Chjangi stu cori di nostalgia, chjangi pè tia Calabria mia.
A mamma, a mamma prega sempre a Madonna ca voli li so' figghji ntâ so' terra. E prega, e prega, e u cori chjangi è affanna, ma si c'è lavoru cà ssu figghju torna.
Calabria mia, simu malati d’amuri, simu malati. Comu sti mandulini e sti chitarri chjangi stu cori di nostalgia, chjangi pè tia Calabria mia.
Eh, chiagne sempre stu core chiagne sempre de nostalgia. Si mamma, stongo quà luntano ma te scrivo questa lettera che... pe' ditte que stongo bene, staio bene, E ce so' tutti i tuoi paisani quà, siamo sempre uniti mamma. Ca' é bello ma stongo luntano e tegno nostalgia mamma, e chiagne sempre stu core e chiagne sempre mamma, chiagne sempre di nostalgia.
Oh mamma mia!
Ehi paisá, paisá, paisà...
Calabria mia!!
In italiano corrente Calabria mia, i figli migliori sono andati via per fare fortuna con le catene ai piedi e tu restasti dentro queste quattro mura Calabria mia!
Calabria mia, dove si sono seccati pure i fiumi e sono rimaste solo piante e fiori, il nostro pianto va finire a mare. Calabria mia!
Calabria mia, siamo malati d’amore, siamo malati. Come questi mandolini e queste chitarre piange questo cuore di nostalgia, piange per te Calabria mia. Piange questo cuore di nostalgia, piange per te Calabria mia.
La mamma, la mamma prega sempre la Madonna che vuole i suoi figli in questa sua terra. E prega, e prega, e il cuore piange e affanna, ma se ce lavoro quà suo figlio ritorna.
Calabria mia, siamo malati d’amore, siamo malati. Come questi mandolini e queste chitarre piange questo cuore di nostalgia, piange per te Calabria mia.
Eh, piange sempre questo cuore piange sempre di nostalgia. Si mamma, sono quà lontano ma ti scrivo questa lettera che per dirti che stò bene, stò bene, e ci sono tutti i tuoi paesani quà, siamo sempre uniti mamma. Quà é bello ma sono lontano ed ho nostalgia mamma, e piange sempre questo cuore e piange sempre mamma, piange sempre di nostalgia.
Oh mamma mia!
Ehi paesano, paesano, paesano...
Calabria mia!! |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|