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December 20 CENTENARIO DEL TERREMOTO 1908
Si narra che il giorno precedente alla sciagura fosse stato molto tranquillo, per le strade si respirava un clima di festa e nulla lasciava intuire cosa sarebbe accaduto a breve, a Messina si era trascorsa una serata tranquilla (al Teatro si dava la prima dell'Aida, si festeggiava inoltre la festa di Santa Barbara), mentre a Reggio ci si compiaceva del nuovo impianto di illuminazione stradale elettrico, inaugurato solo il giorno precedente e moderno.
La notte, i sismografi registrarono il verificarsi di un terremoto di grande magnitudo.
Il sisma è inquadrabile settorialmente in una zona probabilmente ubicata in Italia.
Nessuna ulteriore informazione disponibile, solo le tracce marcate dai pennini sui
tabulati degli osservatori sismici che gli studiosi cominciarono velocemente ad
analizzare ed interpretare. I telegrafi cominciarono a ticchettare in attesa di
ottenere e scambiare notizie. Così, prima di ottenere una qualsivoglia comunicazione
ufficiale molte nazioni del mondo e l’Italia stessa, furono informate attraverso la
strumentazione scientifica del terremoto del 1908 che devastò Messina e Reggio Calabria.
I sismografi misero in evidenza solo la grande intensità delle scosse senza consentire però
agli specialisti di individuare con altrettanta certezza la specifica localizzazione e solo di
immaginare, ovviamente, i possibili danni provocati da un sisma di quella intensità.
Gli addetti all’osservatorio Ximeniano annotarono:
« Stamani alle 5:21 negli stru
menti dell'Osservatorio è incominciata impressionante,straordinaria registrazione: “Le ampiezze dei tracciati sono
state così grandi che non sono entrate nei cilindri:
misurano oltre 40 centimetri.
Da qualche parte sta succedendo qualcosa di grave. »
La Calabria meridionale e l'area dello Stretto di Messina sono zone ad elevata sismicità; risultano infatti colpite da almeno 8 eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 6 in epoca storica. La particolare criticità dell'area è determinata dal fatto che è sede di numerosi centri abitati tra cui due di grandi dimensioni:
dell'omonimo stretto e dista circa 6 km dalla sponda calabrese. Il terremoto del 1783 distrusse gran parte della città.
anch'essa pressoché distrutta dal terremoto del 1783 che determinò la successiva riedificazione di molti dei suoi quartieri secondo un nuovo piano regolatore e con criteri innovativi, che persistono tuttora. Il 28 dicembre 1908, lunedì, alle ore 5,21 del mattino, nella piena
oscurità e con gli abitanti immersi nel sonno, un terremoto (uno dei più potenti della storia italiana), che raggiunse i 7,1° grado della scala Richter (11-12° nella scala Mercalli), seguito da un maremoto, mise a soqquadro le coste calabro-sicule con numerose scosse devastanti. La città di Messina, con il crollo di circa il 90% dei suoi edifici, fu quasi rasa al suolo. Gravissimi i danni riportati da Reggio Calabria e da molteplici altri centri abitati del circondario. Sconvolte le vie di comunicazione stradali e ferroviarie nonché le linee telegrafiche e telefoniche. L’illuminazione stradale e cittadina venne di colpo a mancare a Messina, Reggio, Villa San Giovanni e Palmi, a causa dei guasti che si produssero nei cavi dell’energia elettrica e della rottura dei tubi del gas.
December 15 PASCA CU' CCU VOI E NATALI CU' LI TOI!!!!VISCHIO
December 14 ALBERO DI NATALE...L'usanza dell'albero di Natale, l'abete.....
L’usanza di adornare un abete era già diffusa presso gli antichichi popoli germanici. L'abete sempreverde era considerato simbolo di vita e di nascita e in occasione della festa del solstizio d'inverno veniva ornato di ghirlande per celebrare il ritorno del sole e la rinascita della natura. Con l'avvento del Cristianesimo questa usanza è diventata il simbolo del Natale.
Intorno all'origine dell'albero di Natale sono nate molte leggende. Una di queste racconta che in una fredda notte di Natale un povero boscaiolo stava ritornando a casa. All'improvviso si fermò, incantato da uno spettacolo meraviglioso: tantissime stelle brillavano attraverso i rami di un abete carico di neve. Per spiegare alla moglie quello che aveva visto, il boscaiolo tagliò un piccolo abete, lo portò a casa e lo ornò di candeline e di festoni per riprodurre le stelle e la neve. |
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