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    June 28

    FIACCOLA C.R.I APPRODA A REGGIO CALABRIA VERSO SOLFERINO

    FIACCOLA C.R.I. APPRODA A REGGIO CALABRIA VERSO SOLFERINO

     

    Iniziativa che “in 14 giorni” vedrà coinvolte nove regioni e si concluderà il 23 giugno

     

     “I feriti, a qualsiasi esercito appartengano, sono sacri e non possono essere

    considerati nemici”: con queste parole Ferdinando Palasciano –medico

    dell’esercito Borbonico e Precursore dell’idea della Croce Rossa – nel 1848

    durante l’assedio di Messina curò i feriti di parte opposta, ignorando

    l’ordine impartito dal Generale Filangeri a tutti i medici di non assistere

    i feriti tra il popolo in rivolta e facendosi promotore di uno dei più importanti

    principi C.R.I., la neutralità. La Fiaccolata “Insieme per la Croce Rossa” –

    giunta alla sua XV edizione -  è uno dei più grandi eventi Internazionali

    che la C.R.I. organizza annualmente, con l’intento di “mantenere sempre

    vivo” il ricordo della nascita dell’ente. Per la prima volta anche Reggio

    Calabria partecipa alla commemorazione del 192° anniversario dalla

    nascita di Ferdinando Palasciano. Ogni anno, da tutte le parti del

    Mondo, si radunano presso Solferino (MN) migliaia di volontari di

    Croce Rossa e Mezzaluna Rossa con un unico obiettivo: creare un legame

    tra Henry Dunant - fondatore del Movimento - e Ferdinando Palasciano,

    attraverso un percorso che porterà la fiaccola olimpica da Messina, dove

    Palasciano curò i feriti nemici a Solferino e Castiglione delle Stiviere,

    dove si concretizzò l’idea della Croce Rossa. La fiaccolata “da Solferino

    a Castiglione” vede i volontari delle diverse componenti dare prova

    delle rispettive attività, facendo conoscere i molteplici aspetti

    dell’impegno dell’ente nell’assistenza a favore dei più vulnerabili.

    Il 09 giugno – a Messina – è stato ufficialmente dato il via alla fiaccolata 2007. 

      In occasione dell’evento, e’ stata allestita una mostra fotografica e

    si sono svolte simulazioni di soccorso con montaggio del PMA (Posto Medico Avanzato).

    La Fiaccola, dopo il passaggio nello Stretto di Messina tramite l’idroambulanza

    CRI, e’ approdata a Reggio Calabria, dove oltre alle attivita’ di promozione,

    si e’ svolta sul Lungomare Falcomatà una esercitazione del gruppo OPSA

    (Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua). Ad accompagnare il

    passaggio della fiaccola per la città reggina, c’era lo scooter CRI del Comitato

    Prov.le di Reggio Calabria.  Un’evenienza ricca di emozioni sia per i

    volontari e non. Attratti, affascinati e probabilmente incuriositi i volti dei

    cittadini reggini, davanti la visione del tedoforo C.R.I. che si apprestava a

    disseminare lo spirito della Croce Rossa per il centro storico della città,

    percorrendo il corso Garibaldi e il lungomare Matteotti. In occasione

    dell’evento era presente la Rappresentante Regionale di Miss Italia,

    Valentina Gatto, oltre alle autorità ed ai volontari della provincia.

    Una fiaccola simbolo dei 7 principi della Croce Rossa, dall’Umanità

    all’Imparzialità, dalla Neutralità all’Unità, volta a cospargere l’essenza

    del volontariato, di cui ognuno di noi né è in possesso. Si tratta, dunque,

    di un’occorrenza che rimembra il coraggio di un uomo che è riuscito a superare

    i pregiudizi nel rispetto dei principi umani, anticipando l’applicazione del

    principio di neutralità che ha poi costituito il corpus della Convenzione di Ginevra

    del 1864. Alla fine della commemorazione, a piazza Indipendenza la fiaccola

    è stata consegnata al Dott. Demetrio Morabito Responsabile Organizzativo Nazionale,

    per poi approdare a Cosenza.

     

       Dora Vadalà

     

      doramary@alice.it

     

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    June 19

    IL PADRINO LA TRAMA

     

    Parte Prima

    New York, 1945.

    Il boss mafioso italoamericano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Constanzia, riceve nel proprio studio molti siciliani emigrati in America che invocano il suo aiuto. Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio di mandare alcuni uomini a picchiare a sangue gli stupratori delle figlie, di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’ oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.

     

    Dopo il matrimonio, mentre lui si reca in ospedale ad assistere il morente di cancro Genco Abbandando, il suo consigliere in seno alla cosca e vecchio amico d’ infanzia, invia Tom Hagen, il figlio adottato di origini tedesco-irlandesi, ora avvocato e facente funzioni di consigliere, a Los Angeles perché ricatti un potente produttore cinematografico, Jack Woltz, in modo da convincerlo ad affidare la parte principale di un film di guerra al giovane cantante Johnny Fontaine, di cui il vecchio boss è padrino di battesimo. Don Corleone controlla molti uomini importanti del sindacato cinematografico, come per esempio il segretario Billy Goff. Come previsto, Woltz nega questo favore, avendo un personale odio per Fontaine, ma nella notte, Hagen, dopo essere stato ospitato nella fastosa villa del potente produttore, fa tagliare la testa del suo cavallo preferito, Khartoum, come avvertimento di ciò che Don Corleone potrebbe ordinare in caso di un secondo e ultimo rifiuto. Infuriato e spaventato, Woltz accetta di affidare la parte al giovane divo musicale. Johnny ha assoluto bisogno di questa parte nel film di Woltz, poiché la voce gli si sta abbassando a causa del troppo alcool e di altri vizi eccessivi a cui si è abbandonato da dopo il divorzio, causando la sua caduta come cantante.

     

    Pochi giorni dopo, quando ha ormai ultimato di sistemare le promesse fatte ai propri debitori, Vito Corleone convoca un consiglio a cui fanno parte il figlio Santino, il primogenito e possibile erede al titolo di Don, e il figliastro Tom, ora di fatto consigliere a seguito della morte di Genco Abbandando, per discutere la proposta di Virgil Sollozzo, uno spacciatore di narcotici spalleggiato dalla famiglia mafiosa di Philip Tattaglia. L’ uomo, famoso come un ricco e potente uomo d’ affari, richiede un finanziamento pari a due milioni di dollari in contanti, e alcuni magistrati che i Corleone hanno dalla propria parte in cambio di una percentuale pari a cinquanta percento sul traffico che ne seguirà. Santino e Hegen sono convinti che il commercio di narcotici potrebbe rappresentare un passo in avanti per la famiglia Corleone, uno strumento per raddoppiare il già grande potere che il boss ha conquistato con il controllo sui sindacati, il gioco d’ azzardo e il contrabbando di liquori e sigarette.

    All’ incontro con Sollozzo, in presenza dei capiregime Peter Clemenza e Salvatore Tessio, di Santino e Tom Hagen, Don Corleone rifiuta la richiesta, spiegando che se si immettesse nell’ affare dei narcotici anche solo a livello di protezione e finanziamento, potrebbe perdere molti uomini politici e agenti di polizia che da tanti anni fanno da protezione alle sue attività illecite. Ma il figlio Santino, in uno scatto d’ ira, si lascia scappare un commento che fornisce segretamente a Sollozzo un pretesto per iniziare una guerra tra gangsters.

    Pochi giorni dopo, Vito Corleone invia il terribile Luca Brasi, il suo animalesco esecutore, come spia nella famiglia Tattaglia, facendolo credere che sia scontento del trattamento subito negli ultimi giorni dai Corleone. Virgil Sollozzo intuisce che il reale proposito è scoprirne il punto debole, e fa uccidere Brasi prendendolo di sorpresa. Poco dopo, due sicari sorprendono Don Corleone all’ uscita della Genco Puro Oil Company, e gli sparano cinque proiettili. Portato d’ urgenza in ospedale, il boss è ridotto in fin di vita, e il figlio Santino assume la guida della famiglia.

    Noto come leader spietato e crudele, Santino scopre un traditore nella divisione di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto, che ha ricevuto molte telefonate da Sollozzo per scoprire le abitudini di Don Corleone, al fine di poterlo sorprendere alla giusta occasione, e impartisce l’ ordine di ucciderlo. Il giovane Michael Corleone, terzogenito di Don Vito, l’ unico ad aver ripudiato un posto nell’ organizzazione criminale paterna, si reca all’ ospedale per trovare il padre morente, e scopre che gli uomini del luogotenente Tessio sono stati mandati via, e che Don Corleone è in pratica esposto a un nuovo attacco di Virgil Sollozzo. Santino e Clemenza assumono dei detectives privati, ma prima che arrivino, Michael è aggredito dal capitano di polizia Mark McCluskey, un uomo prezzolato da Sollozzo, che con un pugno gli spacca la mascella.

    Con Don Vito al sicuro in ospedale, Tom Hagen e Santino Corleone si rendono conto che Virgil Sollozzo è un nemico molto potente, e che non può essere toccato finché è protetto dal capitano McCluskey. Michael, offeso dall’ aggressione subita, convince tutti i familiari e gli agenti al loro servizio offrendosi di uccidere i due nemici. Egli è infatti sempre rimasto fuori dalla cosca, nessuno potrebbe mai sospettare di lui come assassino. Ma ciò lo costringerebbe a divenire membro permanente della Mafia newyorkese, e metterebbe i Corleone in pericolo poiché nessuno a New York ha mai toccato un agente di polizia. Sotto la guida esperta del capiregime Peter Clemenza, Michael impara a sparare con una pistola speciale. Tramite gli agenti di polizia corrotti, Santino scopre che l’ incontro proposto da Sollozzo con Michael si trova in un locale del Bronx, dove Tessio e Clemenza provvedono a nascondere la pistola prima del loro arrivo. Michael riesce nel suo intento di uccidere Sollozzo e McCluskey, e, come pianificato, parte in aereo alla volta di Corleone, il paese nativo del padre Vito, dove sarà protetto da Don Tommasino, un temuto e rispettato capomafia amico di vecchia data dei Corleone.

    Parte Seconda

    Johnny Fontaine ha avuto uno strepitoso successo per via del film di Woltz, prossimo a uscire nelle sale cinematografiche. Il denaro che ha incassato gli permette di avere una villa con maggiordomi, e amanti occasionali a volontà. Tuttavia, seguendo il consiglio del suo Padrino, si riconcilia con Virginia, la sua ex moglie, soprattutto per le due bambine di cui è padre. Il trentacinquenne divo viene visitato da Tom Hagen, il quale lo informa che Vito Corleone è in grado di fargli vincere l’ Academy Award, garantendogli molte possibilità professionali future, e che si aspetta che diventi un grosso produttore cinematografico, più potente dell’ ottuso Jack Woltz, che vanta la sua vicinanza con la Casa Bianca per via della sua propaganda in fatto di guerra. Fontaine si mette subito al lavoro, e ingaggia fin da subito il vecchio amico cantante Nino Valenti, divenuto un forte bevitore.

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    Parte terza

    Si narrano le origini di Vito Corleone, nato a Corleone, in Sicilia, con il nome di Vito Andolini, alla fine del 1800. Suo padre viene coinvolto in un caso che viene portato di fronte al boss mafioso locale, che uccide in un assalto d’ ira. Una settimana dopo viene trovato fatto a pezzi per colpi di lupara. Vito ha dodici anni, e viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta, e viene inseguito perché venga ucciso. La madre e i parenti lo mandano a New York, dalla famiglia Abbandando, presso la cui drogheria alimentare inizia a lavorare come garzone. Più tardi muta il proprio cognome in Corleone, per ricordare la terra nativa. A diciotto anni si sposa con una giovane siciliana appena giunta a New York, e in breve nasce il piccolo Santino. In occasione della nascita del secondogenito Federico, Vito Corleone viene licenziato dal signor Abbandando a causa del boss Fanucci, esponente della Mano Nera, che impone il proprio nipote come garzone. Per pochi mesi lavora come operaio delle ferrovie, ma poi questo lavoro diventa sconveniente a causa della paga non sempre garantita. Un giorno viene avvicinato da Peter Clemenza, che gli chiede aiuto nascondendo una collezione di pistole. Pochi giorni dopo, per riconoscenza, Clemenza lo fa entrare nella propria banda, dedita a furti di tappeti e vestiti, di cui fa parte il giovane Salvatore Tessio, e riceve la mansione di guidatore degli autocarri. Quando la banda entra nelle mire di Fanucci, che impone il tributo, Vito Corleone trama la propria vendetta contro di lui. Convince i due soci a mandarlo di persona a pagare lo scarso tributo disponibile, insistendo sul fatto che intende farlo ragionare, ma invece trova il modo di ucciderlo a colpi di pistola. Nei giorni successivi, Vito Corleone viene visto come il salvatore del quartiere, e molti che prima pagavano il debito a Fanucci accettano la sua protezione. Sono soprattutto i conduttori del gioco d’ azzardo. Corleone fonda la Genco Puro Oil Company, di cui entra a far parte il vecchio amico Genco, e i nuovi compagni Tessio e Clemenza, che reclutano nuovi uomini. All’ inizio, Vito Corleone è uno spietato uomo d’ affari che brucia senza complimenti i concorrenti nell’ importazione dell’ olio d’ oliva italiano. Ma, durante il Proibizionismo e la Depressione, tramite le conoscenze di Clemenza, entrò nel campo del contrabbando di alcolici provenienti dal Canada. Grazie all’ operato di Genco Abbandando, viene avviato un sistema di corruzione che comprende la polizia e alcuni grandi avvocati. Nel 1933, terminato il Proibizionismo, si butta nel campo del gioco d’ azzardo, per rispondere agli sconquassi che la revoca di tale situazione comporta. Entra in contrasto con Salvatore Maranzano, il potente gangster amico di Philip Tattaglia, altro boss newyorkese a capo della rete di prostituzione della città, e di Al Capone, il boss di Chicago, a cui chiede aiuto immediatamente. Sembra una lotta impari, ma Corleone, che vanta molti rapidi informatori, batte i sicari provenienti da Chicago sul tempo, grazie all’ intervento di Luca Brasi, che li cattura e uccide a colpi di ascia. Subito dopo, Maranzano viene ucciso dagli uomini di Tessio. I Corleone controllano il gioco d’ azzardo, e avviano una rete di tributi e protezioni che contribuisce una rapida crescita all’ impero criminale, che si estende al promettente controllo dei sindacati. Vito Corleone, il temuto Padrino, tenta di pacificare la malavita di New York, per rafforzare la propria posizione al suo interno, e avvia un’ intensa attività diplomatica. Ma all’ inizio delle trattative viene colpito nel torace da un sicario irlandese, e Santino prende il comando della cosca tra il 1935 e il 1937, dimostrandosi un capo crudele e sanguinario, avvalendosi della consueta ferocia di Luca Brasi. Don Corleone, guarito dalle ferite, porta avanti la sua missione di pace fino al 1939, quando firma la pace e l’ unità con le principali famiglie degli Stati Uniti, e con i vari gruppi ancora in guerra, consolidando la posizione di boss mafioso italoamericano più potente e rispettato.

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    Parte quarta

    A seguito dell’ uccisione di Mark McCluskey e Virgil Sollozzo, nel 1947, tra le cinque famiglie mafiose di New York scoppia una guerra feroce. Nessuna ha conservato le proprie protezioni legali e politiche, mentre i Corleone stanno guerreggiando per mantenere il controllo sul gioco d’ azzardo, attaccato dai Tattaglia. Carlo Rizzi, il marito di Constanzia Corleone, si da al bere, e diviene violento con la moglie incinta, attirandosi gli scoppi d’ ira di Santino. Don Corleone, a seguito delle operazioni affrontate, ritorna a casa, ma non può riprendere ancora il controllo degli affari di famiglia. Mentre si reca a casa del cognato per vendicarsi dei maltrattamenti subiti dalla sorella, Santino cade in imboscata tesa dai nemici della famiglia, e viene ucciso a colpi di mitragliatrice.

    Parte quinta

    Vito Corleone, ripreso il comando degli affari, richiede una riunione con i boss mafiosi siciliani di tutti gli Stati Uniti, deciso a trovare una soluzione diplomatica per scongiurare la guerra. Durante il convegno, astutamente, giura che non intende vendicare la fine di Santino, temendo per la vita di Michael, e scopre che Philip Tattaglia è stato spalleggiato prevalentemente da boss Emilio Barzini, altro boss di New York. La cupola approva il commercio di droghe, e Don Corleone accetta di fornire protezione legale e politica, secondo la vecchia richiesta di Virgil Sollozzo. In realtà, questa riunione è importante per i Corleone, poiché Don Vito intende tastare il terreno sotto i piedi, e assicurarsi che il figlio Michael ritorni in America dopo aver scaricato su un altro la colpa dell’ omicidio del poliziotto McCluskey.

    Parte sesta

    Michael, nel villaggio di Corleone, in cui è protetto da Don Tommasino, esplora le campagne in lunghe passeggiate, nelle quali è assistito dai fidi guardaspalle Fabrizio e Calo. Soprattutto, apprende molte cose sulla Sicilia, e circa la storia e l’ ordinamento di Cosa Nostra, arrivando a comprendere meglio gente come Peter Clemenza e Luca Brasi, uomini che incarnano la violenza così come se l’ è sempre immaginata. Un giorno incontra la giovane Apollonia Vitelli, figlia di un locandiere rispettabile, e la sposa. Tuttavia, come Don Tommasino aveva presagito insieme a Vito Corleone in America, il matrimonio permette a troppa gente sospetta di conoscere l’ identità del giovane rifugiato, e l’ anziano boss palermitano ne ordina l’ immediato trasferimento. Tuttavia, l’ automobile di Michael viene sabotata, ed esplode appena l’ innocente Apollonia, che proprio in questi giorni sta imparando a guidare, gira la chiave per metterla in moto. Creduto morto, Michael viene trasferito in una casa di montagna di Don Tommasino, il quale lo informa che il padre Vito è riuscito a produrre prove false con cui un condannato a morte, prossimo all’ esecuzione, viene creduto responsabile dell’ omicidio di Virgil Sollozzo e Mark McCluskey. Ora può partire per New York.

    Parte settima

    Sei mesi dopo essere tornato a New York, Michael assume la guida della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, che si ritira ormai vecchio e stanco. Dopo un’ incertezza iniziale, si ricongiunge con Kay Adams, la sua ex fidanzata, che sposa. Il novello Padrino compie ripetuti viaggi a Las Vegas, dove il fratello Federico è stato mandato come gestore di un piccolo giro di hotel e casinò. Entra in conflitto con l’ elegante gangster Moe Greene, che rifiuta di cedere la propria attività ai Corleone, precisando di avere l’ appoggio di Don Emilio Barzini. In realtà, Michael ha in progetto l’ eliminazione di Moe Greene, poiché ha mancato di rispetto alla famiglia Corleone prendendo a schiaffi Federico in pubblico, formalmente per una questione di ordine del locale, ma in realtà per motivi di affari. Tornato a New York, Michael destituisce Tom Hagen dal titolo di consigliori, indirizzandolo alla mansione di avvocato legale a Las Vegas, dove la famiglia intende traslocare, e annuncia che entro sei mesi Peter Clemenza e Salvatore Tessio possono mettersi a capo di proprie famiglie. Il giovane boss cova il piano segreto di eliminare i boss delle cinque famiglie di New York, vendicando così la morte di Santino e Apollonia, recuperando la posizione di rispetto e potere che la famiglia Corleone ha perduto ai tempi di Virgil Sollozzo. Soprattutto, Michael è al correte che Barzini proporrà un incontro, con il proposito di assassinarlo, tramite un intermediario, un traditore in seno alla famiglia. Il piano dovrebbe scattare entro un anno, ma il vecchio Vito Corleone muore d’ infarto una domenica mattina, nel proprio orto.

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    Parte ottava

    Tramite Al Neri, Rocco Lampone, e gli agenti di Clemenza, Michael porta a termine l’ eliminazione dei boss rivali in affari prima del meeting mortale con Emilio Barzini. In questa successione di brutali omicidi, viene eliminato pure il caporegime Salvatore Tessio, il traditore alleato dei Barzini. L’ ultimo a morire per ordine di Michael è Carlo Rizzi, marito di Constanzia, che viene strangolato da Clemenza. Dalle proprie indagini, infatti, Michael ha scoperto che Carlo è stato la guida dell’ assassinio di Santino, facendolo uscire di casa preso dall’ ira alla notizia che ne ha bastonato la sorella incinta. Gli uomini al casello autostradale che lo hanno assassinato erano uomini di Barzini, che aveva abilmente ricattato Carlo.

    Parte nona

    La famiglia Corleone è divenuta la più potente della Mafia italoamericana. Viene ultimato il trasferimento della famiglia nel Nevada, dove Michael diventa proprietario di una ditta di costruzione, e dimostra interesse per i comitati politici locali. Peter Clemenza diventa boss mafioso subentrato ai Corleone. Kay Corleone aspetta un altro figlio di Michael, il terzo, e si infuria con Michael, di cui ha intuito la parte di mandatario nell’ esecuzione del marito di Constanzia Corleone.

    con alcune scene del film cliccate sull'immaggine per ingrandirale