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    August 26

    MISTERI.......UFO

    MISTERIUFOROSWELLAREA51CERCHI NEL GRANODICHIARAZIONI DI "RAPIMENTI ALIENI" 

    UFO

    UFO è l'acronimo inglese per Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object , ovvero oggetto volante non identificato (in italiano, e in generale nelle lingue neolatine, l'acronimo è appunto OVNI). È assai popolare anche il termine disco volante (dall'inglese flying saucer), utilizzato a partire dagli anni quaranta del XX secolo (sebbene la forma dei presunti UFO non sia sempre discoidale o lenticolare, ma in molti casi oblunga o a sigaro).Con questo termine ci si riferisce in genere ad oggetti volanti che né l'osservatore, né le autorità di pubblica sicurezza, e neppure eventuali ricerche di studio siano riusciti a ricondurre con certezza all'identificazione con oggetti di tipo artificiale (come velivoli, satelliti artificiali) o fenomeni naturali (pianeti, stelle cadenti, meteore, fulmini globulari, altri fenomeni atmosferici). Benché la definizione di UFO non imponga la natura dell'oggetto, ma ne evidenzi solo la mancata identificazione, esiste un variegato movimento d'opinione che ne vuole l'origine extraterrestre. Il termine UFO è comunemente utilizzato dai media, nella fiction e nella fantascienza per indicare navi spaziali di civiltà extraterrestri.Il campo d'indagine e d'interesse nei confronti degli UFO è chiamato ufologia, e ufologi quelli che se ne occupano; essa è considerata una pseudoscienza.Gli oggetti non identificati che vengono avvistati sotto la superficie del mare vengono definiti USO

     

     

    Roswell

     

    Nel 1947, l'8 luglio, il quotidiano locale Roswell Daily Record riporta che a Roswell nel Nuovo Messico il 509º Gruppo bombardieri avrebbe recuperato un oggetto volante non identificato. Nacque cosi il caso Roswell, dove un UFO si sarebbe schiantato al suolo e le parti recuperate sarebbero state portate alla base aerea di Wright Patterson. Il giorno dopo l'aeronautica militare statunitense smentì l'accaduto affermando che si trattava di un pallone-sonda aerostatico per uso meteorologico.

    Area 51

    Tra coloro che ritengono che gli UFO siano di provenienza extraterrestre gode di una certa notorietà la base militare americana denominata Area 51, nel deserto del Nevada in cui si dice siano contenute le prove (oggetti o forse addirittura corpi) delle visite di alieni sulla terra, e che vi si svolga (o vi si sia svolto) un programma di retroingegneria sugli UFO, volto alla sperimentazione di nuovi veivoli. Gli scettici affermano invece che tali avvistamenti sono imputabili solo alla sperimentazione di nuovi mezzi militari americani (come ad esempio gli aerei Stealth), talvolta caratterizzati da forme insolite.Ad aumentare la leggenda sull'Area 51, il fatto che il governo americano tende a far diffondere poche notizie sulla base, su cui vige il segreto di stato.Nel 1989, Bob Lazar, affermando di essere un fisico e di aver lavorato presso l'Area 51, ha raccontato in diverse interviste televisive di località segrete sotterranee dove si studierebbero mezzi di trasporto alieni e di medici che hanno effettuato autopsie su cadaveri alieni. A confermare ciò, diffuse anche alcuni video trasmessi da alcune tv americane, poi dichiarati dei falsi.

    Cerchi nel grano

     

    Secondo Linda Moulton Howe's, Philip Mantle e Lucy Pringle lo strano fenomeno del ritrovamento di impronte geometriche nelle coltivazioni chiamate "cerchi nel grano" (crop circles) si può ricondurre all'avvistamento o all’atterraggio di UFO, ma numerose persone (tra cui Matthew Williams e gli appartenenti al gruppo che gestiscono il sito web circlemakers.org nonché il famoso Team Satana) hanno confessato di avere costruito i cerchi nel grano con l'utilizzo di semplici strumenti.Gli ufologi che si interessano al fenomeno (Erling Strand, Jacques F. Vallee, Maurizio Baiata) preferiscono utilizzare il termine UAP (Unidentified Aerial Phenomena) ovvero "fenomeno aereo non identificato", poiché qualche volta alcuni testimoni sostengono di avere avvistato le cosiddette BOL (Ball of light: sfere di luce) in concomitanza con il ritrovamento di impronte geometriche nei raccolti. A questi collegamenti si sono aggiunte dicerie (non supportate da verifiche scientifiche) che vedevano queste BOL come concausa nella formazione dei cerchi nel grano.I fautori della spiegazione ufologica dei cerchi nel grano ritengono che l'ipotesi di un semplice scherzo sarebbe da scartare e portano a sostegno della loro tesi il fatto che nell'area in questione verrebbero registrate particolari radiazioni, gli steli mostrano alterazioni strutturali inspiegabili (ma non risultano mai spezzati) e vengono trovati insetti morti all'interno dell'area interessata. Questi studi ripercorsi e controllati da Andrea Feliziani con il supporto del dipartimento di Energetica, del dipartimento di Scienza dei materiali e della terra e del laboratorio di Botanica dell’Università degli Studi di Ancona risultano, allo stato attuale delle indagini, severamente messi in discussione. Gli esperti del CICAP rifiutano la tesi delle presunte anomalie fisiche in quanto ritengono che i cerchi nel grano sono di semplice realizzazione utilizzando strumenti come poche corde e qualche asse di legno e le inspiegabili alterazioni degli steli (quando presenti) sarebbero spiegabili da fenomeni di tipo ortotropico, quel processo che porta la pianta a crescere in direzione del sole. Gli steli poi non si spezzerebbero perché alcune volte le piante sono ancora acerbe e quindi sufficientemente elastiche. Ufficialmente non sono mai state registrate radiazioni, mentre per quanto riguarda gli insetti morti ritrovati all’interno come all’esterno delle formazioni, la causa della morte sarebbe imputabile ad un fungo chiamato entomophthora muscae.

     

    Dichiarazioni di "rapimenti alieni"

    Secondo una versione modificata della classificazione prodotta dall'astronomo Josef Allen Hynek, i casi di rapimento da parte di alieni sono anche definiti come incontri ravvicinati del IV tipo. Sono spesso indicati con il termine inglese abduction. Esistono numerosi casi di persone che dichiarano di essere state rapite dagli alieni (abducted) e di essere state oggetto di analisi ed esperimenti anche molto invasivi. Tuttavia queste testimonianze non sono sostenute da prove e generalmente non sono considerate credibili. In alcuni casi, i supposti rapiti mostrano delle cicatrici come prova del "rapimento" subìto.Tra i casi più celebri vi è il presunto rapimento del taglialegna Travis Walton: dalla sua esperienza e dalle testimonianze raccolte è stato tratto anche il noto film di fantascienza Bagliori nel buio (Fire in the sky). Il 5 novembre 1975 sette taglialegna dell'Arizona (USA) tornando verso le loro case con il camion avrebbero visto una "strana" luce discoidale nel bosco. Uno di loro, Travis Walton, avvicinatosi, sarebbe stato colpito da un raggio di luce, mentre i suoi compagni fuggirono via dalla paura. Walton riapparve solo dopo cinque giorni, in stato confusionale, raccontando di essersi svegliato all'interno di una strana cella metallica disteso su un tavolo operatorio, e attorno a tre esseri alti circa un metro; avrebbe cercato di scappare, ma sarebbe stato afferrato da "strani esseri" più alti, che dopo avergli sistemato una maschera sul viso, lo avrebbero riaddormentato.Un altro caso ecclatante è il caso dei coniugi Hill che sarebbero stati rapiti mentre tornavano da un viaggio in Canada la notte fra il 19 e il 20 settembre 1961.In Italia l'episodio riportato come abduction più noto, per quanto controverso, è quello dell'ex metronotte Fortunato Zanfretta

     

    AVVISTAMENTI UFO

    AVVISTAMENTI UFO

    August 24

    BERGAMOTTO AGRUME CALABRESE

    Il bergamotto è un agrume classificato come Citrus Bergamia Risso, appartiene alla famiglia delle Rutacee, sottofamiglia Mesperidee, genere Citrus.Il frutto ha forma sferica con peso medio intorno ai 200 gr., il colore a maturazione è giallo. La fioritura da Novembre a Marzo. il suo Habitat più idoneo ed esclusivo è costituito dalla sottile striscia di terra, lunga poco più di cento chilometri, ovvero tra Villa San Giovanni e Monasterace, compresa tra le propaggini estreme dell'Aspromonte e i mari Jonio e Tirreno, in provincia di Reggio Calabria.

     

    La coltivazione e la produzione e commercializzazione della sua essenza, hanno costituito per oltre 50 anni, fino ai nostri giorni, un raro momento di imprenditorialità agricola di respiro internazionale per la Calabria. Oltre gli aspetti culturali, sono rilevanti gli aspetti della commercializzazione dell'essenza che addirittura producono fermenti economici che ancora hanno grande importanza nell'industria profumiera di tutto il mondo. Oltre la valenza economica, la straordinaria ed esclusiva ambientazione del bergamotto nella fascia costiera reggina rende questa coltura una realtà di enorme prestigio per l'intera Calabria.

     

    L' origine del bergamotto è incerta. I più ritengono che esso derivi da mutazione da altra specie. Per quanto attiene la provenienza, si ipotizza: Cina, Spagna, Canarie; tuttavia l'unico luogo dove il bergamotto fruttifica ottimamente è la breve zona descritta del territorio calabrese. L'etimologia più attendibile è Berg-armudi, ovvero "pero del Signore" in turco, per la somiglianza che il bergamotto ha con la pera bergamotta. Il primo bergamotto di cui si ha notizia venne impiantato nelle vicinanze di Reggio Calabria da Nicola Parisi; nel feudo "Giunchi" nell'anno 1750. A quei tempi l'essenza veniva estratta per pressione manuale dalla scorza del frutto e fatta assorbire da spugne naturali collocate su recipienti appositi. Oggi viene ricavata per abrasione, mediante un sistema di grattuge e nelle apposite "pelatrici" dalla parte superficiale dei frutti.

     

    L'utilizzazione del bergamotto con i suoi 350 componenti chimici e l'olio essenziale, è indispensabile nell'industria profumiera internazionale avendo la funzione non solo di fissare il bouquet aromatico dei profumi, ma anche di armonizzare le altre essenze contenute, esaltando le note di freschezza e fragranza. Oltre che nella vasta gamma di acqua da toilette, profumi, deodoranti, chypres, fougeres, lozioni antiforfora, saponi ad alto potere disinfettante, prodotti antisolari, sali da bagno, dentifrici, l'essenza di bergamotto viene impiegata nell'industria farmaceutica per il suo potere antisettico e antibatterico nella sepsi chirurgica, odontoiatria, oftalmologia, ginecologia, dermatologia, tanto da essere inserita nelle farmacopee di diversi paesi. L'essenza di bergamotto è infine usata nell'industria alimentare e dolciaria come aromatizzante di liquori, the, caramelle, canditi. 

    July 22

    FACCIO QUELLO CHE VOGLIO

      

    ANTONIO ALBANESE

    VOI MI VOTATE ED IO VI DO UN LAVORO !!!!!!!!!!!!!!!
     
     
    July 15

    FRANCO NERI-LA DIFFERENZA TRA UN BAMBINO CALABRESE E QUELLO PIEMONTESE

     

    FRANCO NERI-CALABRESE IN TRENO

     

    FRANCO NERI- IL CALABRESE MARE

     

    LA TRAMA DI SCARFACE

     

     Scarface 

    Sulla scia dei profughi cubani in fuga dall'isola di Castro, arriva negli Stati Uniti Tony Montana, delinquente comune che tenta di spacciarsi per prigioniero politico, senza per altro riuscire ad ingannare la polizia statunitense. Da campo profughi nel quale è internato, Tony comincia un'irresistibile ascesa nel mondo della malavita, grazie alla sua incredibile crudeltà e determinazione. La sua carriera americana comincia con l'assassinio di un anticastrista, poi con un'operazione di smercio di droga, portata felicemente a termine nonostante il bagno di sangue che è costata, ed è a questo punto che Tony, insieme all'inseparabile amico Manny, diviene il guardiaspalle di Lopez, trafficante di stupefacenti. Ma ben presto anche Lopez comincia ad andargli "stretto", anche perché Tony vuole a tutti i costi la donna del capo, Elvira, ed allora si mette in proprio concludendo un colossale affare con Sosa, produttore boliviano di cocaina. L'impero su cui adesso domina incontrastato, eliminato Lopez e sposata Elvira, sembra inattaccabile, ma anche per Tony cominciano i guai. Prima una denuncia per evasione fiscale, poi l'abbandono da parte di Elvira, le preoccupazioni che gli dà la sorella Gina, cui è morbosamente attaccato, fanno vacillare la sua già psicopatica personalità, per Tony arriva la rovina. Prima si rifiuta di compiere un attentato per conto di Sosa, in quanto nell'esplosione, insieme alla vittima designata, perirebbero anche due bambini innocenti, attirandosi la vendetta del boliviano: subito dopo uccide Manny, che segretamente aveva sposato sua sorella Gina. Ma quella sera stessa, nel corso di una terrificante sparatoria che miete decine di vittime, resta ucciso dagli uomini di Sosa, che non gli ha perdonato lo sgarro.

    June 28

    FIACCOLA C.R.I APPRODA A REGGIO CALABRIA VERSO SOLFERINO

    FIACCOLA C.R.I. APPRODA A REGGIO CALABRIA VERSO SOLFERINO

     

    Iniziativa che “in 14 giorni” vedrà coinvolte nove regioni e si concluderà il 23 giugno

     

     “I feriti, a qualsiasi esercito appartengano, sono sacri e non possono essere

    considerati nemici”: con queste parole Ferdinando Palasciano –medico

    dell’esercito Borbonico e Precursore dell’idea della Croce Rossa – nel 1848

    durante l’assedio di Messina curò i feriti di parte opposta, ignorando

    l’ordine impartito dal Generale Filangeri a tutti i medici di non assistere

    i feriti tra il popolo in rivolta e facendosi promotore di uno dei più importanti

    principi C.R.I., la neutralità. La Fiaccolata “Insieme per la Croce Rossa” –

    giunta alla sua XV edizione -  è uno dei più grandi eventi Internazionali

    che la C.R.I. organizza annualmente, con l’intento di “mantenere sempre

    vivo” il ricordo della nascita dell’ente. Per la prima volta anche Reggio

    Calabria partecipa alla commemorazione del 192° anniversario dalla

    nascita di Ferdinando Palasciano. Ogni anno, da tutte le parti del

    Mondo, si radunano presso Solferino (MN) migliaia di volontari di

    Croce Rossa e Mezzaluna Rossa con un unico obiettivo: creare un legame

    tra Henry Dunant - fondatore del Movimento - e Ferdinando Palasciano,

    attraverso un percorso che porterà la fiaccola olimpica da Messina, dove

    Palasciano curò i feriti nemici a Solferino e Castiglione delle Stiviere,

    dove si concretizzò l’idea della Croce Rossa. La fiaccolata “da Solferino

    a Castiglione” vede i volontari delle diverse componenti dare prova

    delle rispettive attività, facendo conoscere i molteplici aspetti

    dell’impegno dell’ente nell’assistenza a favore dei più vulnerabili.

    Il 09 giugno – a Messina – è stato ufficialmente dato il via alla fiaccolata 2007. 

      In occasione dell’evento, e’ stata allestita una mostra fotografica e

    si sono svolte simulazioni di soccorso con montaggio del PMA (Posto Medico Avanzato).

    La Fiaccola, dopo il passaggio nello Stretto di Messina tramite l’idroambulanza

    CRI, e’ approdata a Reggio Calabria, dove oltre alle attivita’ di promozione,

    si e’ svolta sul Lungomare Falcomatà una esercitazione del gruppo OPSA

    (Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua). Ad accompagnare il

    passaggio della fiaccola per la città reggina, c’era lo scooter CRI del Comitato

    Prov.le di Reggio Calabria.  Un’evenienza ricca di emozioni sia per i

    volontari e non. Attratti, affascinati e probabilmente incuriositi i volti dei

    cittadini reggini, davanti la visione del tedoforo C.R.I. che si apprestava a

    disseminare lo spirito della Croce Rossa per il centro storico della città,

    percorrendo il corso Garibaldi e il lungomare Matteotti. In occasione

    dell’evento era presente la Rappresentante Regionale di Miss Italia,

    Valentina Gatto, oltre alle autorità ed ai volontari della provincia.

    Una fiaccola simbolo dei 7 principi della Croce Rossa, dall’Umanità

    all’Imparzialità, dalla Neutralità all’Unità, volta a cospargere l’essenza

    del volontariato, di cui ognuno di noi né è in possesso. Si tratta, dunque,

    di un’occorrenza che rimembra il coraggio di un uomo che è riuscito a superare

    i pregiudizi nel rispetto dei principi umani, anticipando l’applicazione del

    principio di neutralità che ha poi costituito il corpus della Convenzione di Ginevra

    del 1864. Alla fine della commemorazione, a piazza Indipendenza la fiaccola

    è stata consegnata al Dott. Demetrio Morabito Responsabile Organizzativo Nazionale,

    per poi approdare a Cosenza.

     

       Dora Vadalà

     

      doramary@alice.it

     

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    June 19

    IL PADRINO LA TRAMA

     

    Parte Prima

    New York, 1945.

    Il boss mafioso italoamericano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Constanzia, riceve nel proprio studio molti siciliani emigrati in America che invocano il suo aiuto. Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio di mandare alcuni uomini a picchiare a sangue gli stupratori delle figlie, di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’ oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.

     

    Dopo il matrimonio, mentre lui si reca in ospedale ad assistere il morente di cancro Genco Abbandando, il suo consigliere in seno alla cosca e vecchio amico d’ infanzia, invia Tom Hagen, il figlio adottato di origini tedesco-irlandesi, ora avvocato e facente funzioni di consigliere, a Los Angeles perché ricatti un potente produttore cinematografico, Jack Woltz, in modo da convincerlo ad affidare la parte principale di un film di guerra al giovane cantante Johnny Fontaine, di cui il vecchio boss è padrino di battesimo. Don Corleone controlla molti uomini importanti del sindacato cinematografico, come per esempio il segretario Billy Goff. Come previsto, Woltz nega questo favore, avendo un personale odio per Fontaine, ma nella notte, Hagen, dopo essere stato ospitato nella fastosa villa del potente produttore, fa tagliare la testa del suo cavallo preferito, Khartoum, come avvertimento di ciò che Don Corleone potrebbe ordinare in caso di un secondo e ultimo rifiuto. Infuriato e spaventato, Woltz accetta di affidare la parte al giovane divo musicale. Johnny ha assoluto bisogno di questa parte nel film di Woltz, poiché la voce gli si sta abbassando a causa del troppo alcool e di altri vizi eccessivi a cui si è abbandonato da dopo il divorzio, causando la sua caduta come cantante.

     

    Pochi giorni dopo, quando ha ormai ultimato di sistemare le promesse fatte ai propri debitori, Vito Corleone convoca un consiglio a cui fanno parte il figlio Santino, il primogenito e possibile erede al titolo di Don, e il figliastro Tom, ora di fatto consigliere a seguito della morte di Genco Abbandando, per discutere la proposta di Virgil Sollozzo, uno spacciatore di narcotici spalleggiato dalla famiglia mafiosa di Philip Tattaglia. L’ uomo, famoso come un ricco e potente uomo d’ affari, richiede un finanziamento pari a due milioni di dollari in contanti, e alcuni magistrati che i Corleone hanno dalla propria parte in cambio di una percentuale pari a cinquanta percento sul traffico che ne seguirà. Santino e Hegen sono convinti che il commercio di narcotici potrebbe rappresentare un passo in avanti per la famiglia Corleone, uno strumento per raddoppiare il già grande potere che il boss ha conquistato con il controllo sui sindacati, il gioco d’ azzardo e il contrabbando di liquori e sigarette.

    All’ incontro con Sollozzo, in presenza dei capiregime Peter Clemenza e Salvatore Tessio, di Santino e Tom Hagen, Don Corleone rifiuta la richiesta, spiegando che se si immettesse nell’ affare dei narcotici anche solo a livello di protezione e finanziamento, potrebbe perdere molti uomini politici e agenti di polizia che da tanti anni fanno da protezione alle sue attività illecite. Ma il figlio Santino, in uno scatto d’ ira, si lascia scappare un commento che fornisce segretamente a Sollozzo un pretesto per iniziare una guerra tra gangsters.

    Pochi giorni dopo, Vito Corleone invia il terribile Luca Brasi, il suo animalesco esecutore, come spia nella famiglia Tattaglia, facendolo credere che sia scontento del trattamento subito negli ultimi giorni dai Corleone. Virgil Sollozzo intuisce che il reale proposito è scoprirne il punto debole, e fa uccidere Brasi prendendolo di sorpresa. Poco dopo, due sicari sorprendono Don Corleone all’ uscita della Genco Puro Oil Company, e gli sparano cinque proiettili. Portato d’ urgenza in ospedale, il boss è ridotto in fin di vita, e il figlio Santino assume la guida della famiglia.

    Noto come leader spietato e crudele, Santino scopre un traditore nella divisione di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto, che ha ricevuto molte telefonate da Sollozzo per scoprire le abitudini di Don Corleone, al fine di poterlo sorprendere alla giusta occasione, e impartisce l’ ordine di ucciderlo. Il giovane Michael Corleone, terzogenito di Don Vito, l’ unico ad aver ripudiato un posto nell’ organizzazione criminale paterna, si reca all’ ospedale per trovare il padre morente, e scopre che gli uomini del luogotenente Tessio sono stati mandati via, e che Don Corleone è in pratica esposto a un nuovo attacco di Virgil Sollozzo. Santino e Clemenza assumono dei detectives privati, ma prima che arrivino, Michael è aggredito dal capitano di polizia Mark McCluskey, un uomo prezzolato da Sollozzo, che con un pugno gli spacca la mascella.

    Con Don Vito al sicuro in ospedale, Tom Hagen e Santino Corleone si rendono conto che Virgil Sollozzo è un nemico molto potente, e che non può essere toccato finché è protetto dal capitano McCluskey. Michael, offeso dall’ aggressione subita, convince tutti i familiari e gli agenti al loro servizio offrendosi di uccidere i due nemici. Egli è infatti sempre rimasto fuori dalla cosca, nessuno potrebbe mai sospettare di lui come assassino. Ma ciò lo costringerebbe a divenire membro permanente della Mafia newyorkese, e metterebbe i Corleone in pericolo poiché nessuno a New York ha mai toccato un agente di polizia. Sotto la guida esperta del capiregime Peter Clemenza, Michael impara a sparare con una pistola speciale. Tramite gli agenti di polizia corrotti, Santino scopre che l’ incontro proposto da Sollozzo con Michael si trova in un locale del Bronx, dove Tessio e Clemenza provvedono a nascondere la pistola prima del loro arrivo. Michael riesce nel suo intento di uccidere Sollozzo e McCluskey, e, come pianificato, parte in aereo alla volta di Corleone, il paese nativo del padre Vito, dove sarà protetto da Don Tommasino, un temuto e rispettato capomafia amico di vecchia data dei Corleone.

    Parte Seconda

    Johnny Fontaine ha avuto uno strepitoso successo per via del film di Woltz, prossimo a uscire nelle sale cinematografiche. Il denaro che ha incassato gli permette di avere una villa con maggiordomi, e amanti occasionali a volontà. Tuttavia, seguendo il consiglio del suo Padrino, si riconcilia con Virginia, la sua ex moglie, soprattutto per le due bambine di cui è padre. Il trentacinquenne divo viene visitato da Tom Hagen, il quale lo informa che Vito Corleone è in grado di fargli vincere l’ Academy Award, garantendogli molte possibilità professionali future, e che si aspetta che diventi un grosso produttore cinematografico, più potente dell’ ottuso Jack Woltz, che vanta la sua vicinanza con la Casa Bianca per via della sua propaganda in fatto di guerra. Fontaine si mette subito al lavoro, e ingaggia fin da subito il vecchio amico cantante Nino Valenti, divenuto un forte bevitore.

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    Parte terza

    Si narrano le origini di Vito Corleone, nato a Corleone, in Sicilia, con il nome di Vito Andolini, alla fine del 1800. Suo padre viene coinvolto in un caso che viene portato di fronte al boss mafioso locale, che uccide in un assalto d’ ira. Una settimana dopo viene trovato fatto a pezzi per colpi di lupara. Vito ha dodici anni, e viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta, e viene inseguito perché venga ucciso. La madre e i parenti lo mandano a New York, dalla famiglia Abbandando, presso la cui drogheria alimentare inizia a lavorare come garzone. Più tardi muta il proprio cognome in Corleone, per ricordare la terra nativa. A diciotto anni si sposa con una giovane siciliana appena giunta a New York, e in breve nasce il piccolo Santino. In occasione della nascita del secondogenito Federico, Vito Corleone viene licenziato dal signor Abbandando a causa del boss Fanucci, esponente della Mano Nera, che impone il proprio nipote come garzone. Per pochi mesi lavora come operaio delle ferrovie, ma poi questo lavoro diventa sconveniente a causa della paga non sempre garantita. Un giorno viene avvicinato da Peter Clemenza, che gli chiede aiuto nascondendo una collezione di pistole. Pochi giorni dopo, per riconoscenza, Clemenza lo fa entrare nella propria banda, dedita a furti di tappeti e vestiti, di cui fa parte il giovane Salvatore Tessio, e riceve la mansione di guidatore degli autocarri. Quando la banda entra nelle mire di Fanucci, che impone il tributo, Vito Corleone trama la propria vendetta contro di lui. Convince i due soci a mandarlo di persona a pagare lo scarso tributo disponibile, insistendo sul fatto che intende farlo ragionare, ma invece trova il modo di ucciderlo a colpi di pistola. Nei giorni successivi, Vito Corleone viene visto come il salvatore del quartiere, e molti che prima pagavano il debito a Fanucci accettano la sua protezione. Sono soprattutto i conduttori del gioco d’ azzardo. Corleone fonda la Genco Puro Oil Company, di cui entra a far parte il vecchio amico Genco, e i nuovi compagni Tessio e Clemenza, che reclutano nuovi uomini. All’ inizio, Vito Corleone è uno spietato uomo d’ affari che brucia senza complimenti i concorrenti nell’ importazione dell’ olio d’ oliva italiano. Ma, durante il Proibizionismo e la Depressione, tramite le conoscenze di Clemenza, entrò nel campo del contrabbando di alcolici provenienti dal Canada. Grazie all’ operato di Genco Abbandando, viene avviato un sistema di corruzione che comprende la polizia e alcuni grandi avvocati. Nel 1933, terminato il Proibizionismo, si butta nel campo del gioco d’ azzardo, per rispondere agli sconquassi che la revoca di tale situazione comporta. Entra in contrasto con Salvatore Maranzano, il potente gangster amico di Philip Tattaglia, altro boss newyorkese a capo della rete di prostituzione della città, e di Al Capone, il boss di Chicago, a cui chiede aiuto immediatamente. Sembra una lotta impari, ma Corleone, che vanta molti rapidi informatori, batte i sicari provenienti da Chicago sul tempo, grazie all’ intervento di Luca Brasi, che li cattura e uccide a colpi di ascia. Subito dopo, Maranzano viene ucciso dagli uomini di Tessio. I Corleone controllano il gioco d’ azzardo, e avviano una rete di tributi e protezioni che contribuisce una rapida crescita all’ impero criminale, che si estende al promettente controllo dei sindacati. Vito Corleone, il temuto Padrino, tenta di pacificare la malavita di New York, per rafforzare la propria posizione al suo interno, e avvia un’ intensa attività diplomatica. Ma all’ inizio delle trattative viene colpito nel torace da un sicario irlandese, e Santino prende il comando della cosca tra il 1935 e il 1937, dimostrandosi un capo crudele e sanguinario, avvalendosi della consueta ferocia di Luca Brasi. Don Corleone, guarito dalle ferite, porta avanti la sua missione di pace fino al 1939, quando firma la pace e l’ unità con le principali famiglie degli Stati Uniti, e con i vari gruppi ancora in guerra, consolidando la posizione di boss mafioso italoamericano più potente e rispettato.

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    Parte quarta

    A seguito dell’ uccisione di Mark McCluskey e Virgil Sollozzo, nel 1947, tra le cinque famiglie mafiose di New York scoppia una guerra feroce. Nessuna ha conservato le proprie protezioni legali e politiche, mentre i Corleone stanno guerreggiando per mantenere il controllo sul gioco d’ azzardo, attaccato dai Tattaglia. Carlo Rizzi, il marito di Constanzia Corleone, si da al bere, e diviene violento con la moglie incinta, attirandosi gli scoppi d’ ira di Santino. Don Corleone, a seguito delle operazioni affrontate, ritorna a casa, ma non può riprendere ancora il controllo degli affari di famiglia. Mentre si reca a casa del cognato per vendicarsi dei maltrattamenti subiti dalla sorella, Santino cade in imboscata tesa dai nemici della famiglia, e viene ucciso a colpi di mitragliatrice.

    Parte quinta

    Vito Corleone, ripreso il comando degli affari, richiede una riunione con i boss mafiosi siciliani di tutti gli Stati Uniti, deciso a trovare una soluzione diplomatica per scongiurare la guerra. Durante il convegno, astutamente, giura che non intende vendicare la fine di Santino, temendo per la vita di Michael, e scopre che Philip Tattaglia è stato spalleggiato prevalentemente da boss Emilio Barzini, altro boss di New York. La cupola approva il commercio di droghe, e Don Corleone accetta di fornire protezione legale e politica, secondo la vecchia richiesta di Virgil Sollozzo. In realtà, questa riunione è importante per i Corleone, poiché Don Vito intende tastare il terreno sotto i piedi, e assicurarsi che il figlio Michael ritorni in America dopo aver scaricato su un altro la colpa dell’ omicidio del poliziotto McCluskey.

    Parte sesta

    Michael, nel villaggio di Corleone, in cui è protetto da Don Tommasino, esplora le campagne in lunghe passeggiate, nelle quali è assistito dai fidi guardaspalle Fabrizio e Calo. Soprattutto, apprende molte cose sulla Sicilia, e circa la storia e l’ ordinamento di Cosa Nostra, arrivando a comprendere meglio gente come Peter Clemenza e Luca Brasi, uomini che incarnano la violenza così come se l’ è sempre immaginata. Un giorno incontra la giovane Apollonia Vitelli, figlia di un locandiere rispettabile, e la sposa. Tuttavia, come Don Tommasino aveva presagito insieme a Vito Corleone in America, il matrimonio permette a troppa gente sospetta di conoscere l’ identità del giovane rifugiato, e l’ anziano boss palermitano ne ordina l’ immediato trasferimento. Tuttavia, l’ automobile di Michael viene sabotata, ed esplode appena l’ innocente Apollonia, che proprio in questi giorni sta imparando a guidare, gira la chiave per metterla in moto. Creduto morto, Michael viene trasferito in una casa di montagna di Don Tommasino, il quale lo informa che il padre Vito è riuscito a produrre prove false con cui un condannato a morte, prossimo all’ esecuzione, viene creduto responsabile dell’ omicidio di Virgil Sollozzo e Mark McCluskey. Ora può partire per New York.

    Parte settima

    Sei mesi dopo essere tornato a New York, Michael assume la guida della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, che si ritira ormai vecchio e stanco. Dopo un’ incertezza iniziale, si ricongiunge con Kay Adams, la sua ex fidanzata, che sposa. Il novello Padrino compie ripetuti viaggi a Las Vegas, dove il fratello Federico è stato mandato come gestore di un piccolo giro di hotel e casinò. Entra in conflitto con l’ elegante gangster Moe Greene, che rifiuta di cedere la propria attività ai Corleone, precisando di avere l’ appoggio di Don Emilio Barzini. In realtà, Michael ha in progetto l’ eliminazione di Moe Greene, poiché ha mancato di rispetto alla famiglia Corleone prendendo a schiaffi Federico in pubblico, formalmente per una questione di ordine del locale, ma in realtà per motivi di affari. Tornato a New York, Michael destituisce Tom Hagen dal titolo di consigliori, indirizzandolo alla mansione di avvocato legale a Las Vegas, dove la famiglia intende traslocare, e annuncia che entro sei mesi Peter Clemenza e Salvatore Tessio possono mettersi a capo di proprie famiglie. Il giovane boss cova il piano segreto di eliminare i boss delle cinque famiglie di New York, vendicando così la morte di Santino e Apollonia, recuperando la posizione di rispetto e potere che la famiglia Corleone ha perduto ai tempi di Virgil Sollozzo. Soprattutto, Michael è al correte che Barzini proporrà un incontro, con il proposito di assassinarlo, tramite un intermediario, un traditore in seno alla famiglia. Il piano dovrebbe scattare entro un anno, ma il vecchio Vito Corleone muore d’ infarto una domenica mattina, nel proprio orto.

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    Parte ottava

    Tramite Al Neri, Rocco Lampone, e gli agenti di Clemenza, Michael porta a termine l’ eliminazione dei boss rivali in affari prima del meeting mortale con Emilio Barzini. In questa successione di brutali omicidi, viene eliminato pure il caporegime Salvatore Tessio, il traditore alleato dei Barzini. L’ ultimo a morire per ordine di Michael è Carlo Rizzi, marito di Constanzia, che viene strangolato da Clemenza. Dalle proprie indagini, infatti, Michael ha scoperto che Carlo è stato la guida dell’ assassinio di Santino, facendolo uscire di casa preso dall’ ira alla notizia che ne ha bastonato la sorella incinta. Gli uomini al casello autostradale che lo hanno assassinato erano uomini di Barzini, che aveva abilmente ricattato Carlo.

    Parte nona

    La famiglia Corleone è divenuta la più potente della Mafia italoamericana. Viene ultimato il trasferimento della famiglia nel Nevada, dove Michael diventa proprietario di una ditta di costruzione, e dimostra interesse per i comitati politici locali. Peter Clemenza diventa boss mafioso subentrato ai Corleone. Kay Corleone aspetta un altro figlio di Michael, il terzo, e si infuria con Michael, di cui ha intuito la parte di mandatario nell’ esecuzione del marito di Constanzia Corleone.

    con alcune scene del film cliccate sull'immaggine per ingrandirale

     

    May 04

    *LEGGENDE CALABRESI*

    Scilla e Cariddi

     

    Cariddi, nella mitologia greca era un mostro marino, figlia di Poseidone e Gea, che formava un vortice marino, capace di inghiottire le navi di passaggio. La leggenda la situa presso uno dei due lati dello stretto di Messina, di fronte all'antro del mostro Scilla. Le navi che imboccavano lo stretto erano costrette a passare vicino ad uno dei due mostri. In quel tratto di mare i vortici sono causati dall'incontro delle correnti marine, ma non sono di entità rilevanti. L'espressione «essere tra Scilla e Cariddi», indica il rischio di sfuggire ad un pericolo per correrne un altro. Secondo il mito, gli Argonauti riuscirono a scampare al pericolo, rappresentato dai due mostri, perché guidati da Teti madre di Achille, una delle Nereidi. Cariddi è menzionata anche nel canto XII dell'Odissea di Omero, in cui si narra che Ulisse preferì affrontare Scilla, per paura di perdere la nave passando vicino al gorgo.

     

    Scilla è una figura della mitologia greca, era un mostro marino. La leggenda vuole che dimori sotto il promontorio di Scilla, da cui uscirebbe di tanto in tanto scatenando spaventose tempeste e terrorizzando i naviganti che possono solo sperare nell'intervento di Glauco, trasformatosi in un tritone marino per amore della ninfa, che emerge a placare i venti ogni volta che infuria la tempesta. Nell'Odissea, Omero la descrive come un'immortale, figlia della dea Crateis. La indica come un mostro con sei teste e dodici gambe, che strappava i marinai dalle loro navi, quando, per evitare i vortici di Cariddi, si avvicinavano alla sua tana. Altre tradizioni la indicano come figlia di Forci e di Ecate. La fanciulla era amata da Poseidone, Anfitrite ne era gelosa ed avvelenò l'acqua nella quale si bagnava e la trasformò in mostro. Scilla viene talvolta indicata come la personificazione della piovra che vive nelle acque del Mar Mediterraneo.

     



    La Fata Morgana

     

    Se in una calda giornata estiva, passeggiando sullo splendido lungomare reggino che D'Annunzio definì "il più bel chilometro d'Italia", vi capitasse di vedere paesi e palazzi della costa siciliana deformarsi e specchiarsi tra cielo e mare, vicini a tal punto da distinguerne gli abitanti, non dovete impressionarvi. Siete solo vittime di un incantesimo. E' la Fata Morgana, un fenomeno ottico simile a un miraggio che si può osservare dalla costa calabra quando aria e mare sono immobili. La leggenda racconta che anche Ruggero I d'Altavilla fu incantato dal sortilegio. Per indurlo a conquistare la Sicilia, con un colpo di bacchetta magica la Fata Morgana gliela fece apparire così vicina da poterla toccare con mano. Ma il re normanno, sdegnato, rifiutò di prendere l'isola con l'inganno. E così, senza l'aiuto della Fata, impiegò trent'anni per conquistarla. 

     

    La costa siciliana, vista da quella calabrese, sembra distare pochi metri. Si possono distinguere molto bene le case, le auto e addirittura le persone che camminano nelle strade di Messina. Il tutto avviene quando sulla superficie del mare, minuscole goccioline di acqua rarefatta, fanno da lente di ingrandimento. Il fenomeno prende nome dalla Fata Morgana della mitologia celtica.

     



    TRADUZIONE DELL TITOLO DEL BLOG

     
    Su’ Calabrisi e Calabrisi sugnu, su’ canusciutu pe’ tuttu lu regnu, tandu nemicu miu, tandu m’arrendu, quandu la testa mia sàgghja a la ‘ntinna
    TRADUZIONE:
     
    Son Calabrese e Calabrese resto, son conosciuto per tutto il regno, quindi, nemico mio,solo mi arrendo, quando la testa mia finirà appesa ad un palo.
    April 30

    COLTELLO CALABRSE

    DOPO I PROVERBI,DOLCI TIPICI CALABRESI,( CHE AVEVO PUBLICATO PRECEDENTEMENTE),E LA DESCRIZIONE DELLA TARANTELLA, NON POTEVA MANCARE IL TRADIZIONALE COLTELLO CALABRESE (POTETE OSSERVARE QUI IN BASSO A SINISTRA,CLICATE SOPRA IMMAGINE PER INGRANDIRLA) 
    QUESTE IMMAGINI SONO STATE MESSE A SCOPO DI FAR CONOSCERE UNA PARTE DEGLI USI E TRADIZIONI DELLA MIA TERRA"LA CALABRIA"     
    April 27

    LEGGENDE METROPOLITANE

    Il Tee mortale

    C'era un tizio che ogni sabato andava a giocare a Golf, Dopo ogni primo colpo, aveva l'abitudine di raccogliere il tee e se lo metteva in bocca, fino alla buca successiva. Un giornò però… ZAC, cade stecchito alla diciottesima buca. Il tee si era impregnato dei pesticidi per gli insetti usati per il terreno da golf, e lui succhiò il veleno dal tee fino a morirne."Questa leggenda è molto famosa negli Stati Uniti, anche perché il golf negli U.S.A. è molto praticato, sia per tradizione che per cultura.E' palese notare come questa leggenda derivi soprattutto dalla diffidenza, l'ignoranza e la paura verso i prodotti chimici usati nei terreni per proteggerli dagli insetti. Si sa che vengono usati, non si sa che cosa effettivamente facciano, ma se fanno morire gli insetti potrebbero far morire anche noi, no?

    La brava Baby-Sitter

     Due ragazze parlano ad alta voce sull'autobus o sulla metropolitana delle loro esperienze come baby-sitter. Si scambiano impressioni sui problemi che hanno avuto nel rapporto con i bambini e si confidano i trucchi del mestiere. Una chiede all'altra cosa fa quando i bambini piangono: "Ma come diavolo riesci a farli smettere, una volta che hanno iniziato?". "Oh, non è un problema" risponde l'altra. "Apro il gas nel forno e tengo dentro la testa del bambino fino a quando non dorme".    

     Ragazze alla Griglia

     "C'era una ragazza che, invitata per un matrimonio, voleva presentarsi a tutti i costi con una bella abbronzatura, per poter fare una bella figura. Decide quindi di sottoporsi ad alcune sedute con la lampada abbronzate. Suo malgrado, però, l'istituto di bellezza a cui si rivolge, aveva una regola per proteggere i clienti dai rischi di un’esposizione eccessiva ai raggi della lampada: il limite massimo era di mezz'ora al giorno. La ragazza però aveva troppo poco tempo per potersi abbronzare al ritmo di mezz’ora al giorno. Dopo averci pensato un po’ su, decide di aggirare l’ostacolo presentandosi in quattro saloni diversi al giorno, assorbendo in questo modo una dose quattro volte superiore a quella raccomandata . Così facendo era riuscita nel suo intento. Si era abbronzata in pochissimo tempo. Ma non era tutto. Ella aveva cominciato a sentirsi addosso uno strano odore, e decide di chiedere ad un medico. C’era una triste notizia per lei: si era ustionata tutti gli organi interni."

    Anche un uomo può leccare una mano

    Una sera, in un piccolo paese di campagna, una ragazza resta da sola a casa perché i suoi genitori sono andati in città per assistere una parente che ha avuto un incidente. Fuori c’è un forte temporale e la giovane trascorre la serata guardando la televisione in compagnia del suo fidato cane, che le lecca la mano ogni volta che lei la fa scivolare giù dal divano. Al momento di prepararsi per andare a letto, la ragazza si accinge a chiudere tutte le finestre, ma una di esse è difettosa e resta socchiusa.Incoraggiata dalla presenza dell’animale, la fanciulla sale comunque di sopra nella sua stanza, si infila il pigiama alla svelta e si butta sotto le coperte.Il sonno tarda però a venire.Spaventata dalla solitudine e dalla tempesta che infuria sulla casa, la ragazza allunga la mano nel buio e incontra il muso del cane che le dà una leccata forte e ruvida con la lingua. Tranquillizzata, finalmente comincia a sentire arrivare il primo sonno.Tuttavia, nel corso della notte, per due volte dei tuoni forti e rimbombanti fanno svegliare la giovane di soprassalto. Impaurita dall’isolamento, di nuovo cerca la leccata confortante del cane, che non tarda ad arrivare. La prima cosa che farò domattina sarà di lavarmi la mano, pensa. Il resto della notte trascorre tranquillamente. L’indomani il chiarore del mattino comincia a filtrare dalla tapparella. La ragazza si alza, ancora intontita, e sente qualcosa di viscido sul tappeto. Per verificare di cosa si tratti si avvicina alla finestra, la apre e lascia che la luce del giorno entri nella stanza. Si volta per cercare il suo cane e nota una scritta rossastra sul muro. Poi vede il suo animale a terra, in una pozza di sangue. Comincia a singhiozzare e infine mette a fuoco la scritta sul muro: “Anche un uomo può leccare una mano”.   ********************************************************************************* Lui si presenta all'esame di Economia Aziendale, si siede, si fa il segno della croce. La prof lo guarda e gli dice: "Se ne vada, lei e' un cafone, io sono musulmana".

    **********************************************************************************

    E quella dell'esame di Fisica in cui il prof. lancia un mazzo di chiavi e chiede allo studente : Che tipo di moto e' questo ?

    E lo studente (rilanciando al prof. le chiavi): Lo stesso di questo.

    **********************************************************************************

    Il serpente misuratore

    Non tutti gli animali domestici sono uguali

    Si racconta di una donna che aveva come animale domestico un simpatico boa di grossa stazza.La cosa curiosa è che la donna non amava tenere il serpente nella sua teca ma lo lasciava spesso libero a scorazzare per la casa, anche di notte. Capitò che al suo risveglio, una mattina, trovò il boa immobile vicino al suo letto, con occhi fissi e bocca semiaperta, come in una sorta di trance.Lo prese, lo mise nella teca, provò a dargli pure da mangiare, ma nulla.Qualche ora dopo il serpente accennò a qualche movimento e lei naturalmente lo tirò fuori dalla teca per rilasciarlo in quello che ormai era diventato il suo habitat naturale, la casa! Passò un'altra notte e al mattino la scena che gli si presentò era uguale a quella del giorno precedente, solamente che il boa aveva la bocca leggermente più spalancata. Incurante, per una settimana il fatto andò avanti, e ogni giorno le fauci erano sempre più aperte. Finalmente la donna decise di portare l'animale dal veterinario, il quale, dopo averle fatto una bella ramanzina per la libertà che lasciava al serpentello, le disse che occorreva chiamare uno specialista perché lui non sapeva molto. Così la signora tornò a casa e dopo qualche ora squillò il telefono: "Salve sono il veterinario, abbiamo scoperto cosa ha il suo boa e purtroppo dobbiamo sopprimerlo: probabilmente durante queste notti le stava prendendo con le fauci la misura del cranio per poterla mangiare! Non mangiava più perché il suo prossimo pasto lo stava preparando: sarebbe stata lei!"

     

    April 13

    INDOVINELLI

    RISOLVI QUESTI INDOVINELLI LASCIANDO LA TUA SOLUZIONE NELLA CARTELLA COMMENTI CON IL RELATIVO NUMERO ASSEGNATO AD OGNI INDOVINELLO

    1)Ha i denti ma non mangia mai 

    2)Ci sei dentro... ma non ci puoi entrare. Cos'è?  

    3)Mangia con i denti degli altri. Chi è?

    4)Prima entro e poi apro la porta, sono la

    5)Quando lo nomini non c'è più. Cos'è?

    6)Qual è quel libro sprovvisto di indice?

    7)Quando va in acqua non si bagna. Cos'è?

     VI RISPONDERO' AL PIU' PRESTO FACENDOVI SAPERE SE LA VOSTRA SOLUZIONE E' GIUSTA O ERRATA

     

    April 11

    BARZELLETTE

    Suocera  
    Una signora di mezza età perde i sensi.
    Il medico, subito accorso, tranquillizza i presenti dicendo:
    "Si tratta di un malore da nulla! Basterà qualche schiaffo, perchè si riprenda!"
    Interviene il genero, il quale scosta il dottore ed esclama:
    "faccio io! Sono vent'anni che aspetto questo momento."

     

    Due anziani
    Due anziani allo sportello delle poste:
    " Ehi Bruno, lo sai che con l` Aids si muore?"
    "Eh, già, perchè con l`inps ci si vive?

     

    Condanna
    - Due anni fà vi condannai per aver rubato un paio di scarpe. Oggi siete qui per lo stesso
    reato come mai?
    - Eccelenza, ha mai visto un paio di scarpe durare piu` di due anni?

     

    Insonnia
    - Che prendi contro l` insonnia?
    - Un buon bicchiere di vino.
    - E il vino ti fa dormire?
    - No, ma mi tiene allegro durante la veglia

     

     

    March 31

    TARANTELLA

     
    TARANTELLA CALABRESE

     

    IL SIMBOLISMO DEI PASSI

     

    Molto più significativo e invece il simbolismo dei passi di danza, sia che avvenga con coppia omogenea che con coppia mista. Chiara appare la connessione della ritualità e della gestualità della "viddhaneddha" con quelle trazionali del codice della 'ndrangheta.

    Prima delle danze si proponeva la delimitazione dello spazio circolare entro cui il ballo doveva aver luogo. Era quasi una rievocazione simbolicospaziale del territorio di appartenenza tribale: il villaggio, il paese, il rione. Finalità recondita ne era la simbolica conquista, il predominio.

     

    A dirigere le danze veniva tacitamente e preventivamente prescelto il capo carismatico: l'uomo di maggior rispetto e di conclamata abilita. A costui era scontata la sudditanza degli astanti. Era questi il "mastru d'abballu" (il maestro di ballo) che alle prime note dei suonatori si disponeva al centro del cerchio, quasi ad avocare su di sé il potere derivante dal suo carisma, e dopo i primi accenni di danza si dirigeva verso gli spettatori fra i quali sceglieva il compagno o la compagna. Lo faceva con un gesto lento, gentile e spavaldo allo stesso tempo, con un lieve inchino e dopo aver salutato toccandosi la fronte con le dita ripiegate della mano destra. Dopo qualche giro si riavvicinava agli astanti e con le stesse modalità invitava a sostituirlo un altro ballerino, occupandone il posto fra il pubblico. Dopo un certo lasso di tempo si reinseriva nella danza sostituendo il primo entrato con la formula: "fora 'u primu" (fuori il primo). Continuava così alternandosi costantemente fino alla fine delle danze.

     

    Non ci si ribellava alla direttive espresse del mastru d'abballi: se ne accettavano umilmente le decisioni. Talora pero questi prevaricava il suo potere favorendo eccessivamente o trascurando ostentatamente qualcuno. In questi casi, purtroppo spesso finiva male. Il presunto offeso non si teneva lo sgarbo e reagiva subito o dopo la festa: erano coltellate o bastonate. Quanta gente moriva così! Furono questi i motivi che indussero il questore protempore di Reggio, negli anni cinquanta, a proibire la tarantella nelle piazze cittadine durante le feste patronali.

     

    Si e detto della delimitazione del cerchio quale simbolico momento territoriale. Vediamo adesso il rituale significato dei passi di danza, soffermandoci primariamente sulla "viddhaneddha" a coppie omogenee (uomouomo). Formata la coppia a comando del mastru d'abballu i due protagonisti iniziavano la danza: quasi un primo momento di studio per la contesa del potere, del possesso del cerchio. I contendenti si disponevano lungo la circonferenza e, guardandosi l'un l'altro, cercavano di imitarsi i passi.

     

    Si giocava di abilita man mano che i suonatori aumentavano il ritmo.

     

    Scopo dei protagonisti era di imporsi spingendo l'avversario verso il centro del cerchio.

     

    I passi erano spesso doppi, ondeggiati per rallentamento del passo corto che batteva in mezzo dei due tempi e campeggiato per sostentamento del primo passo che portava la persona. I movimenti dei due tronconi del corpo, diviso idealmente all'altezza della cintura, erano indipendenti: le gambe aumentavano freneticamente la velocità; il tronco, quasi sempre statico, oscillava lentamente quasi per disorientare l'avversario. A volte un dito veniva puntato verso l'alto in segno di sfida, per "chiamarsi" il posto, cioè il diritto alla supremazia.

     

    Altre volte si cerca di impressionare e disorientare il compagno di ballo con il "soprapasso". E un passo di danza difficilissimo e stressante: consiste nell'intrecciare i passi (si chiama anche "'intricciata") quasi mimando una veloce rincorsa battendo un piede all'esterno dell'altro alternativamente.

     

    Allorché uno dei contendenti riesce a conquistare il bordo del cerchio inizia il "passo 'ill'adornu", cioè il mimo del volo del rapace quando questi cerca di "'nnopiare" la preda (affascinarla per poi piombarle addosso e ghermirla). Il ballerino segue un itinerario spiraloide stringendo sempre più verso il centro l'avversario. Per "'nnopiarlo" (stordirlo distraendolo) alza le braccia ripiegate al gomito sopra le spalle, facendole oscillare lentamente in senso verticale idealizzando il battito delle ali del falco.

     

    L'avversario, se perdente o rassegnato si riduce al centro dell'area e manifesta la sua rinuncia alla lotta rallentando stancamente il ritmo dei passi ed abbassando le braccia. E il momento della vittoria ed il "mastru d'abballu" interviene per rilevare il rinunciatario sostituendolo.

     

    Ma non sempre un contendente si lascia sopraffare dall'altro e cerca di interromperne l'itinerario operando il "tagghiapassu" (tagliapasso) tenendo testa con l'abilita e la velocità dei passi. A questo punto il contrastato, non riuscendo più a passare con le buone, mette in atto la "schermiata" (il duello). Rappresenta il mimo del duello rusticano. Un dito puntato prima verso l'avversario e poi verso il cielo e il segnale d'inizio. I contendenti si dispongono l'uno di fronte all'altro: la mano destra a dita unite raffigura il coltello e compie nell'aria movimenti ondeggianti parabolicamente, pronta al fendente o all'affondo. La sinistra, un po' più flessa, si muove pure più bassa, sia per distrarre l'attenzione dell'altro, sia per essere pronta a parare eventuali colpi. Anche in questo caso lo sconfitto si ritirerà verso il centro lasciando il campo all'avversario.

    February 20

    DETTI CALABRESI

    DETTI CALABRESI

    CU’ SI VARDAU, SI SARBAU

    OGNI TESTA E’ UN TRIBUNALI

    SI VOI CAMPARI IN PACI, VIRI, SENTI E TACI

    STATTI ARRASSU

    SI VVOLI DDIU E NON CHIOVI

    CHIOVI A NZUPPAVIDDHANU

    GENNAIU SICCU, MASSARU RICCU

    JORNU ‘I MAI E MISI ‘I POI

    LIBICCI, MAI BBENI FICI

    CU TROVA MODDHU, ZAPPA FUNDU

    ‘U MULUNI NON SEMPRI NESCI RUSSU

    A FIMMINA E’ COMU  ‘A   JATTA  -  CCHIU’ ‘A   LLISCI E CCHIU’  S’INGATTA

    AMA L’OMU TOI, CHI VIZI SOI

    ARIA NETTA, NON AVI PAURA I TRONA

    ACQUA DAVANTI E VENTU D’ARRETU

    A LINGUA NON AVI OSSA MA RUMPI L’OSSA

    BUCCA  ND’AVI  E  PAROLA  NO

    ‘CCA  SUTTA NON CHIOVI

    FABRRICA E LITE, TUCCATI E VIRITI

    CU' MANIA NON PINIA

    'AMMI TEMPU CHI TI PERCIU 'NCI RISSI U SURICI A NUCI

    NTO MARI NON CI SU' TAVERNI

    'U BOI 'NCI RICI CURNUTU O SCECCU

    O TI MANGI STA MINESRA O TI IETTI RA FINESRA

    FUMERARU 'RA SBARRA

    CIANGI E 'DDATTA

    NON FARI U SCECCU 'NTO LINZOLU

    NON GABBU E NON MERAVIGGHIA

    MI NDI LA PERI PERI

    CU AMICI E CU PARENTI NON 'CCATTARI E NON VINDIRI NENTI

    MEGGHIU A MAMMA MU TI CIANGI, GHI 'U SULI 'I MARZU MU TI TING

    MANGIA E VA CURCHITI

    ORA, PURU I PULICI HANNU A TUSSI

    IU MI PIGGHIA E FU' PIGGHIATU

    U BOI SI PIGGHIA RI CORNA

     
    A FIMMANA MPASTA E MPASTA, U FURNU CONZA E GUASTA.
     
    A GATTA CHI NON ARRIVA U PREMUNI DICI CA PUZZA.
     
    CU DI VECCHJU S'INNAMURA SI LA CIANGI LA SBENTURA

    CU DI L'AMICI E DI PARENTI SPERA SIMINA A L'ACQUA E A LU VENTU SPARA.

    CU STA  SPERANZA D'ATRU E NON CUCINA VENI LA SIRA E CANTA LA DIANA.

    FALLA COMU VOI SEMPRI CUCUZZA E'

    MANGIA E TIRA PUNTATI

    NON DASSARI A PECURA O LUPU

    MEGGHIU CIANGIUTI DI CANI E NON DI CRISTIANI

    CU SI PIGGHIA SI SUMMIGGHIA

    CU DASSA A VECCHIA PA NOVA , MALI SI TROVA

    CU AVI PANI NON DAVI 'RENTI